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L’Assessorato alle Politiche Culturali
della Provincia di Roma
presenta:
“L’INCORONAMENTO DELLA
NOVELLA SPOSA”
di
Vittorio Pavoncello
tratto
dal dipinto di Max Ernst “La vestizione della sposa”, 1940
Olio su tela, cm 129, 6 x 96,3 cm - Collezione Peggy
Guggenheim
Con il
Patrocinio di:
Ambasciata delle Repubblica Federale di Germania
Ministero Beni e Attività Culturali
Provincia di Roma Assessorato alle Politiche Culturali
Peggy Guggenheim Collection
Goethe - Institut Rom
Istituto Italiano di Studi Germanici
Villa Vigoni – Centro Culturale Italo Tedesco (CO)
Roma –
Teatro Flaiano (Via S. Stefano del Cacco, 15)
giovedì 18 maggio 2006, ore 20.45
Cast:
La Regina: Laura Mercatali
La voce
dello specchio: Federico Pacifici
La voce dell’Ancella:
Raffaella Ponzo
La voce della Guardia: Marco Alberto Maggio
La voce del Re: Emanuela Salucci
Costumi: Adriana Ruvolo Schipa
Musiche: Lucio Gregoretti
Movimenti coreografici: Alessandra Di Segni
Video designer: Davide Mancini
Videoproiezioni: Paolo Mancini
Testo e regia: Vittorio Pavoncello
Ufficio Stampa
e Organizzazione: Giovanna Pipari
Comunicato
stampa
OMAGGIO A
MAX ERNST
Giovedì 18 maggio
2006 alle ore 20,45 al Teatro Flaiano l’Assessorato
alle Politiche Culturali della Provincia di Roma
presenta lo spettacolo teatrale “L’incoronamento della
novella sposa” scritto e diretto da Vittorio Pavoncello che
ha preso ispirazione dal celebre dipinto “La vestizione della
sposa” del pittore surrealista tedesco Max Ernst (Brühl 1891 -
Parigi 1976) di cui quest’ anno ricorre il trentennale di morte.
Interpreti del testo che vuole essere un omaggio a questo
importante anniversario dell’artista sono: Laura Mercatali,
unica attrice in scena nel ruolo della Regina, e le voci di
Federico Pacifici, Raffaella Ponzo, Marco Alberto Maggio ed
Emanuela Salucci.
Costumi a cura di Adriana Ruvolo Schipa, musiche di Lucio
Gregoretti, movimenti coreografici di Alessandra Di Segni, video
designer Davide Mancini e videoproiezioni di Paolo Mancini.
Lo spettacolo è inserito nella programmazione del Festival di
Primavera della Provincia di Roma.
Note di regia
Se dovessi dire qual è l’argomento di fondo della piéce che ho
scritto, ispirata dal dipinto di Ernst, direi che ci sono due
sfondi che si sovrappongo quello della sessualità e quello del
potere.
La sessualità, come canale della riproduzione sessuata
rappresentata dalla Regina rispetto ad una procreazione
asessuata qual è quella che il Re vuole impiantare, partendo da
se stesso.
La nostra società si avvia sempre di più verso forme di
riproduzione, attraverso la scienza e la tecnologia che
coinvolgono sempre di meno la sessualità, come momento di
relazione tra partner, modificando anche tutto ciò che era stato
la seduzione che ineriva alla riproduzione. Direi facendo della
seduzione una tecnica del passato. E questo significa anche un
ribaltamento dei sistemi affettivi. Direi quasi un abbandono di
questi mentre forse altri andranno a sostituirli.
L’altro sfondo invece è il potere, perché le nuove regole della
procreazione mettono in gioco rapporti di forza per renderle
operanti nella società. Ecco, allora, che il dissidio amoroso,
affettivo, sessuale tra Regina e Re diviene un rapporto di forza
tra i sessi. Ed un rapporto di potere tout court per affermare
una propria politica di riproduzione.
Partendo cosi dal dipinto di Max Ernst, creato nel 1940 e
mediante la mia libera trasposizione letteraria e teatrale
d’oggi si arriva a trattare un tema che nel futuro sarà sempre
più attuale come lo è già, quale il corpo, l’etica e il diritto
della persona.
Vittorio Pavoncello
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