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Monumento ai
sopravvissuti
è il titolo
della I° rassegna di “corto” a teatro che si svolgerà
presso la galleria “ Mondrian Suite” dal 26 al 30 aprile
2005 in via degli Zingari n° 49 (Roma - Rione Monti) alle ore 21.00
ed una seconda messa in scena alle ore 22.00 ( lo spazio è
limitato – 20 persone max - quindi si è scelto di rappresentarlo
due volte nella stessa serata ).
Un gruppo di professionisti che non esitano a portare in scena
idee e lavori dove l’arte è al primo posto in assoluto e libera
la voce della sua esistenza nonostante i tempi affoghino la vera
concezione di “arte”.
Quindi, originalità, professionismo e autenticità sono le regole
di riferimento.
Apprezzamenti e stupore per gli autori quali Massimo Verzili
per il pezzo “I Pazzi della Montagna” facendoci rivivere una
storia ambientata durante la guerra del ’15 ’18 intrisa di
umanità e coraggio; la confessione intima e toccante scritta da
Susanna Gianpistone in “ La tua anima…; infine l’ironia e
la presa di coscienza di “ don’t touch my time” di
MarcoAlberto Maggio.
Tre piece di pochi minuti – corto, appunto – dai 4 ai 10 minuti
per ciascuno presentati ogni sera per un pubblico curioso e
avido di novità dove la rappresentazione da palcoscenico
interagisce con video, quali parte integrante della scena stessa
curata nei minimi dettagli sia dalla regia che dagli addetti ai
costumi e strumenti scenografici e l’occasione di ammirare le
opere pittoriche di Maria Antonietta Tilloca che esporrà
lavori creati per l’occasione intrattenendo il pubblico ed
affascinandolo.
Le improvvisazioni musicali saranno curate da Luca Cirillo
e Maurizio Mansueti (entrambi componenti della band “The
Transistors”) che sonorizzeranno dal vivo lo spettacolo con
apparecchiature “vintage” estremamente affascinanti (theremin,
stylophone, matrix1000…)
Due gli attori: Raffaella Ponzo, attrice in vera ascesa
nel mondo artistico, ricordiamo film d’autore con Piscicelli e
musa di Tinto Brass, approda in teatro riscuotendo ottimi
successi così come per l’altro attore MarcoAlberto Maggio
apprezzato per la sua poliedricità ( attore, doppiatore, autore)
e per i successi ottenuti in vari spettacoli e film corti di
successo. Sono loro due che hanno l’onore e l’onere di
rappresentare questo nuovo gruppo di cui sentiremo molto parlare
e di cui, almeno questa volta si spera, non sia “plagiato” il
copyright… anche loro, come molti, sono dei sopravvissuti.
I°
rassegna di corto a teatro:
Monumento ai sopravvissuti
Scriveva Platone : " solo i morti hanno visto la fine della
guerra " … solo i morti hanno concluso con la brutalità e la
violenza della guerra, quella delle bombe, quella dei fucili. Ai
sopravvissuti l’onere di sopravvivere a tale brutalità. Per chi
torna dalla guerra è difficile riprendere le abitudini della
vita domestica, la sua anima è abituata alla distruzione, i suoi
occhi sono certi di infamie. Dalla guerra si eredita uno stato
emozionale in bilico tra la morte certa e l’assoluta vittoria.
Nella guerra c’è combattimento, lotta, strategia. Tutto questo
accade anche nella guerra quotidiana della gente che, definita
normale perchè non partecipe al precipitare delle bombe, deve
comunque sopravvivere all’attuale società che ogni giorno ci
presenta campi minati. Quindi, la guerra oltre la guerra, la
guerra di chi deve ogni giorno tirare su la giornata, la guerra
di quelle persone che devono rispettare governi fatiscenti, la
guerra di chi viene messo innocentemente a giudizio da una
ingiusta e lenta giustizia, la guerra di chi non potrà mai
urlare i suoi bisogni in quanto definito normale. Una guerra di
bombe invisibili che non lacerano le membra ma deflagra forte
dentro l’anima rendendoci vittime sconosciute senza nessuna
medaglia al valore. La necessità di valorizzare questo plotone
umano nasce da uno sconcertante futuro che mostra rigide
strettoie in cui stanno affluendo le nuove generazioni,
tarpandogli le ali, impedendogli di utilizzare la maggiore forza
biologica. Quando una società incolonna il suo giovane
popolo/plotone in questa via, allora ha segnato l’inizio del suo
declino. Agli eroi silenziosi di oggi che, come per i reduci
delle guerra sono attoniti e storditi ma sono vivi e sentono che
devono reagire, innalziamo in loro onore un monumento. MarcoAlberto
Maggio |