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SALVATORE PISCICELLI
E' nato a Pomigliano d'Arco,
Napoli, nel 1948. Dopo aver compiuto studi letterari e
filosofici, dal 1970 al 1978 ha svolto attività di critico
cinematografico. Dal 1976 ha diretto diversi documentari
per il cinema e la televisione.
Nel 1979 scrive e dirige il suo primo lungometraggio di
finzione, Immacolata e Concetta (Leopardo d'argento al
Festival di Locarno 1979, Premio France Culture al
Festival di Cannes 1980, Premio Ubu e Premio Bolaffi per
il miglior film italiano 1980), cui fanno seguito: Le
occasioni di Rosa (1981), Blues metropolitano (1984),
Regina (1987), Baby Gang (1992), presentati in diversi
festival internazionali.
Il suo ultimo film, Il corpo dell’anima (1999), ha
ottenuto l’unanime consenso della critica italiana e ha
ricevuto il premio della rivista “Duel” quale miglior film
italiano 1999.
E' anche autore, con Carla Apuzzo, della pièce teatrale
Bassa Campania (1981) e del film di montaggio televisivo
Tutti del bosco (Alfabeto italiano, 1998).
Ha pubblicato una raccolta di racconti (Baby Gang, 1992,
Ed. Crescenzi-Allendorf) e un romanzo (La neve a Napoli,
1996, Ed. Mondadori).
Nel 1997/98 ha prodotto l’opera prima di Carla Apuzzo
Rose e pistole.
Dichiarazione
del regista Salvatore Piscicelli
Con la presente dichiaro che il film
“QUARTETTO”, prodotto dalla Làntia Cinema & Audiovisivi e
da me diretto, sarà realizzato secondo i criteri stabiliti
dal gruppo danese Dogme 95, e cioè rispettando le norme
del decalogo noto come “voto di castità” (fatta eccezione
per il punto 10, che vieterebbe al regista di firmare
l’opera, in quanto contrario alle vigenti leggi italiane
sullo spettacolo).
Accetto questi criteri nello spirito (che condivido con
i cineasti danesi) di un ritorno all’essenza del cinema,
vale a dire al rapporto macchina da presa (regia) –
attore, attraverso un drastico ridimensionamento della
macchina-cinema tradizionale; cosa che per me ha anche il
valore di un ritorno a una sorta di spirito rosselliniano.
Stabilire, e accettare, regole rigide può apparire
arbitrario e provocatorio, e lo è per molti versi. Ma in
questo caso si tratta di una scelta di leggerezza, di
semplicità (o di castità, come dicono i danesi),
liberamente assunta dal regista, il quale, proprio
dall’accettazione di ben definiti limiti, trae la
possibilità di recuperare un approccio al cinema più
sperimentale, più aperto.
Salvatore Piscicelli
Roma lì 24 gennaio 2001
IL VOTO DI CASTITÀ
1. Le riprese del film vanno fatte “on location”.
Costruzioni speciali e set vanno banditi. (Se una
particolare costruzione è richiesta dalla storia,
bisognerà trovare il luogo in cui questa costruzione si
trovi).
2. Il suono non dovrà mai essere prodotto a parte rispetto
alle immagini e viceversa. (La musica non va utilizzata a
meno che non sia presente nel momento in cui il film viene
girato)
3. La camera va tenuta a mano. Ogni movimento o
arresto effettuato manualmente è permesso. (Il film non
deve svolgersi nel luogo in cui si trova la camera: al
contrario sono le riprese che devono essere realizzate nel
luogo in cui si svolge il film)
4, Il film deve essere a colori. Non sono ammesse luci
addizionali. (Se la luce è insufficiente che si tagli la
scena oppure che si aggiunga una unica lampada alla
camera).
5. Trucchi ottici e filtri sono proibiti.
6. Il film non deve contenere delle azioni
superficiali (omicidi, armi, ecc. non sono permessi).
7. Sono proibite tutte le manipolazioni spaziali o
temporali (vale a dire che il film accade “qui e ora”).
8. I film di genere non sono accettabili..
9. Il formato deve essere Academy 35mn10. Il nome del
regista non deve comparire.
10. Il nome del regista non deve comparire
Giuro inoltre, in quanto regista, di astenermi da
qualsiasi gusto personale!
Io non sono più un artista.
Giuro di astenermi dal creare un’opera, in quanto
reputo l’attimo più importante del tutto.
Il mio scopo supremo è quello di far venire fuori la
realtà dai miei personaggi e dai luoghi.
Giuro di fare tutto questo con ogni mezzo disponibile
in disprezzo di qualsiasi tipo di buon gusto e altre
considerazioni estetiche
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