Il film si apre,
a mo di prologo, con una festa per il capodanno
del 2001, durante la quale Angelica mette in scena un
tentativo di suicidio un po teatrale, tagliandosi
le vene dei polsi nella vasca da bagno. Successivamente,
nellarco di qualche settimana, assistiamo allintrecciarsi
delle vicende sentimentali, familiari e di lavoro di Angelica
e delle sue tre amiche, tutte giovani attrici, il quartetto
del titolo.
Irma
ha 25 anni e vive da sola in un monocamera. Da poco
laureata in antropologia, attraversa un momento
di incertezza. Le hanno appena offerto di lavorare
in una soap-opera, che significa un anno di lavoro
ben pagato, ma intanto ha ricevuto un invito dal
Brasile per collaborare a una mostra sulla cultura
amazzonica. La tentazione di mollare tutto e di
andarsene è molto forte, anche perché
in Brasile cè un giovane indio
Una sera, Irma trova nella posta una lettera della
madre. La ragazza non ha mai conosciuto il padre.
Fino al quel momento, la madre ha sostenuto di non
essere in grado di stabilirne lidentità
(succede, in periodi di turbolenza sentimentale).
Ora, nella lettera, essendo in procinto di convolare
a nozze con quello che ritiene essere finalmente
luomo della sua vita, la donna le rivela che
il padre esiste, è un uomo di 60 anni e vive
a Torino, dove insegna indologia alluniversità.
Ma la ragazza non sa che farsene, a 25 anni, di
questo padre sconosciuto.
Irma è diventata molto amica di Francesca,
una ragazza che vive tra Milano e Roma. Un giorno
questultima le rivela di essere innamorata
di lei. E una notte finiscono a letto. Allincertezza
sulle prospettive del lavoro si sovrappone lincertezza
sentimentale e sessuale.
Intanto il padre ha scoperto il sito internet di
Irma e intreccia con la figlia una corrispondenza
telematica. Finché un giorno si incontrano .
Per Irma arriva il momento delle decisioni, e lei
decide per il Brasile
Francesca
ha 26 anni e lavora come attrice fin da quando ne
aveva quattro. Ha fatto molta pubblicità
e partecipato a molti film, anche allestero,
dal momento che parla perfettamente anche il francese.
Rimasta orfana a 16 anni, è stata in qualche
modo adottata da Aldo, un vecchio amico
di suo padre, che le fa da agente e da amante. Ma
Francesca, che ha scoperto di essere attratta dalle
donne, mal sopporta ormai questa situazione.
Ed è proprio lincontro con Irma, e
il conseguente innamoramento, che la spinge a farsi
coraggio e a rompere il rapporto ambiguo con Aldo.
Francesca si trasferisce provvisoriamente nel monocamera
di Irma e riesce a sedurla. Dopo qualche giorno,
prende in affitto una camera a casa di Eva, e quando
Irma decide di andare in Brasile, anche lei decide
di partire
Eva ha 23
anni. Di origine napoletana, si è trasferita
da cinque anni a Roma per fare lattrice. Droga,
autolesionismo, sballo, sesso facile, e in più
un rapporto violento e perverso con un suo coetaneo,
Guido: Eva è la più giovane e la più
selvaggia del quartetto.
Un giorno sua madre, Sofia, che si è appena
separata dal marito, un geometra, viene a trovarla.
Dovrebbe fermarsi un paio di giorni, e invece sembra
voler mettere radici. Sofia è una bella donna
di poco più di 40 anni. La vacanza romana
le fa scoprire quello che sapeva già, vale
a dire che è una donna ancora molto desiderata.
Finisce che Guido si innamora di lei.
Intanto Eva è stata scritturata per il ruolo
di protagonista in un film. Questimpegno la
spinge a riprendere una vita più ordinata.
Ma un giorno, tornando dal set, Eva coglie in flagrante
Guido e la madre mentre fanno lamore. La sua
reazione è violenta: mette decisamente Sofia
alla porta, lei e la sua valigia. La donna ritorna
dal marito a Napoli.
Il giorno dopo Eva riceve una telefonata dal padre,
che la ringrazia per aver contribuito a ricomporre
la famiglia.
Angelica
ha 27 anni e vive da sola in un piccolo appartamento
che ha comprato con i guadagni della partecipazione
a due fortunate serie televisive. Ma è insoddisfatta
del suo lavoro e in più è stata lasciata
dal suo fidanzato, un giovane sceneggiatore.
Dopo il tentato suicidio di capodanno, Angelica
ha deciso di smettere di fare lattrice e di
realizzare un piccolo film (che vuole intitolare
Quartetto) per interrogare se stessa e le
sue amiche sulla confusione e il disordine che regna
nelle loro vite.
Angelica è figlia darte. Suo padre,
morto da qualche anno, era un noto attore del teatro
napoletano. Anche la madre, Elena, che ora ha circa
50 anni, ha fatto lattrice, ma poi ha smesso,
più o meno verso i 30 anni, per assistere
il marito anziano e malato. Angelica la vede raramente
e i rapporti sono tuttaltro che buoni, soprattutto
da quando la donna le ha rivelato che la sua vera
madre è una cameriera, poi morta di parto,
con la quale il padre aveva avuto una relazione
poco prima di sposarsi.
Elena, che ha scoperto di avere un cancro al seno,
si opera, assistita da Angelica, decidendo al tempo
stesso di ritornare a vivere a Roma. Tutto questo
fa precipitare Angelica in una crisi depressiva,
che la spinge a tentare nuovamente il suicidio,
lanciandosi dalla finestra dellappartamento
della madre. Ma per fortuna lappartamento
è al piano rialzato. Angelica se la cava
con una frattura. E forse il quartetto
si ricomporrà, solidale, intorno al suo letto
di ospedale.
Quartetto
è nato fin dallinizio per essere realizzato
secondo le regole di Dogma 95 (macchina a mano,
ambientazioni reali, illuminazione naturale, suono
in presa diretta, niente effetti, niente musica,
se non di fonte, ecc.), utilizzando piccole telecamere
in formato DV e trasferendo successivamente limmagine
digitale su negativo 35.
Condivido con i cineasti danesi lesigenza
di fondo che sta dietro a queste regole, quella
di un ritorno allessenza del cinema, vale
a dire al rapporto macchina da presa (regia)
attore, attraverso un drastico ridimensionamento
della macchina-cinema tradizionale; cosa che per
me ha innanzitutto il valore di un ritorno a un
autentico spirito rosselliniano.
Non si tratta di fare cinema-verità. Quartetto
è un film di genere, un film che lavora con
le emozioni: un mix di commedia e melodramma. Quello
che mi interessa è la possibilità
di recuperare un approccio al cinema più
sperimentale, più aperto attraverso una scelta,
liberamente assunta, di leggerezza e di semplicità.