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21 Agosto 2003 Fallo! Arriva Brass in salsa porno-comica Il regista veneziano racconta il suo nuovo film dove la comicità incontra la pornografia. E ammette: "E' dedicato a Monica Lewinsky. E' la nuova Giovanna d’Arco". di Betty Giuliani Roma – “In sesso veritas”. E’ il motto di Tinto Brass che ben si attaglia anche al suo boccaccesco nuovo film dall’emblematico titolo: Fallo! Sei episodi in salsa porno, rigurgitanti primissimi piani di parti intime femminili e maschili (dai giganteschi membri finti a garanzia di costanti erezioni, per risparmiare su tempi e costi delle riprese) in un carosello di orge, scambi di coppie, guardoni e sadomaso tirolesi degno dei videoclip-hard da notti tv, che scalderanno un centinaio di cinema dal 29 agosto, suscitando non pochi moti di ilarità tra il pubblico più smaliziato. Il regista veneziano spiega che il suo scopo è “trasmettere emozioni, non erezioni”, per questo ha fatto un film porno-comico, per soddisfare soprattutto i palati meno sofisticati. “Il sesso, visto il titolo del film, non potevo non metterlo in scena – dice -, la chiave comica è una novità, serve a alleggerire. Una risata vi seppellirà. Purtroppo usciremo in contemporanea con Hulk”, ridacchia, sicuro che anche se non farà il pienone in sala si riempirà, come sempre, le tasche con le vendite di milioni di homevideo. E
non pago dei guai giudiziari in cui si cacciò nel ’95 sbarcando
al Lido durante il festival del cinema con un nutrito carico di
ninfette seminude per promuove il film Fermo posta (se la
cavò con sole duecentomila lire di multa, ma ora la procura
veneziana vuol riaprire il caso), atteggiandosi a perseguitato
dalla legge e a snobbato dai concorsi per “veri” film,
minaccia di surriscaldare nuovamente la laguna con qualche altra
colorita e discinta performance. Ce l’ha, insomma, coi colleghi
che sdoganano l’eros in pellicola attraverso la cultura:
“Unire sesso e morte è il loro alibi. E’ una cultura
quaresimale, punitiva – tuona -, l’opposto della gioiosità
che io mette nel sesso, che vedo come veicolo e fonte di piacere,
gioia di vita e non macchina di dannazione”. Ne manda a dire anche alla Rai, che ha snobbato la presentazione del film negando l’invio delle proprie troupe perché, a suo dire, la parola fallo non può essere pronunciata in un tg. O forse perché mostra molto esplicitamente capistruttura, registi e rampanti presentatrici che si giocano il primetime sui comodi divani. Brass dedica il film, girato tutto in interni, in tempi brevi e con poco più di due miliardi di lire, a Monica Lewinsky: “E’ la nuova Giovanna d’Arco – dice sornione -, ha dissacrato la stanza del potere, dove allora almeno si faceva sesso improprio, oggi le guerre”. Ma per il prossimo film, in costume del ‘700, avrebbe puntato sull’algida Laetitia Casta (lei però ancora non lo sa). Le
nove sexystar debuttanti di Fallo, sono raggianti per
aver lavorato con un grande maestro. “E’ una grossa
vetrina, starà a noi tenerla illuminata”, dice l’ex valletta
tv Angela Ferlaino. “Brass è il mio mito
erotico, ho fatto la tesi di laurea su di lui – racconta Maruska
Albertazzi, allegra cuginetta del più noto e serioso
Giorgio -, mi ha resa felice senza pudore e ipocrisia. Il mio
sogno da futura regista e farlo recitare nudo in un mio film”.
La veterana Raffaella Ponzo (due film con Piscicelli) è
netta: “Non amo lavorare con gli stupidi, fare film erotici non
mi spaventa, so fare anche altro”. Sarah Cosmi con Brass
ha debutta in Fermo Posta a ventun anni. “Mi ci ha
spinto mio marito – spiega - è stata una valida terapia. Ho
scoperto in me una sessualità che non credevo di avere, prima non
ero disinibita, ora vivo il mio corpo con molta naturalezza”. |