
www.repubblica.it
15 Dicembre
2001
E' la storia di alcune attrici
fra i ventitré e i ventisette anni
Che bella lista di sofferenze
per quelle quattro amiche
di ROBERTO NEPOTI
CHE COSA sognano le fanciulle
in fiore? Incubi a giudicare da Quartetto, il film che Salvatore
Piscicelli ha realizzato secondo le regole di "castità" del Dogma di Lars
von Trier. Ne sono protagoniste quattro amiche attrici, di età compresa
fra i ventitrè e i ventisette anni, tutte afflitte da problemi personali e
famigliari, crisi d'identità.
La più sofferente è Angelica (Beatrice Fazi), figlia illegittima di un
celebre attore defunto, appena lasciata dal fidanzato e che ha già tentato
una volta il suicidio. Ma non sono tanto allegre neppure Irma (Raffaella
Ponzo), che non ha mai conosciuto il padre e ora, a venticinque anni, sta
per incontrarlo, Francesca (Maddalena Maggi), lesbica oppressa dalla
convivenza con un agenteamantegenitore vicario dopo la morte dei suoi, e
Eva (Anna Ammirati), che si droga e fa l'amore di gruppo per compiacere il
suo ragazzo, Guido.
Un giorno, a casa di Eva piove la mamma, ancora giovane e bella (è Valeria
Cavalli), che ha lasciato il padre e intende concedersi una vacanza. Guido
si prende una cotta per lei e i due finiscono a letto; scoperti,
naturalmente, da Eva. Frattanto Irma è andata a letto con Francesca, che
le ha confidato il suo amore. Quartetto è il frutto di un lavoro di
gruppo: in fase di sceneggiatura, i personaggi sono stati costruiti
modellandoli sulle interpreti. Non in senso autobiografico, certo; però
rispettandone i tratti caratteriali e l'atteggiamento di fronte alla vita.
Ne è uscito un film abbastanza deprimente, tuttavia intenso e sincero e
che vale la pena di vedere.
QUARTETTO
Regia di SALVATORE PISCICELLI
Con ANNA AMMIRATI, MADDALENA MAGGI,
BEATRICE FAZI, RAFFAELLA PONZO
(15 dicembre 2001)
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