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DICEMBRE
2001
“Quartetto” di Salvatore Piscicelli
di
Diego Del Pozzo
Più vicino a
certo cinema giapponese “no budget”, piuttosto che alle
provocatorie furberie di Dogma 95 – rielaborate, però, attraverso
la spiccata personalità di un filmaker uscito rinvigorito dal
confronto col digitale
Scritto, montato
e diretto da Salvatore Piscicelli, “Quartetto” riconferma le
qualità di un autore che si riappropria del ruolo di filmaker
“totale”, nel momento stesso in cui decide di misurarsi con
l’estetica “dogmatica” modaiola di Lars Von Trier e soci.
E se la perfetta padronanza del medium cinema dal punto di vista
tecnico-formale – notevole, in particolare, il montaggio
virtuosistico – non rappresenta una novità quando si parla di
Piscicelli, a colpire
piacevolmente in questo caso è la ritrovata freschezza dei
dialoghi e, in genere, della recitazione, nonché il raffinato
gioco di rispecchiamento tra finzione e realtà, “marchiato” sui
corpi stessi e nelle tormentate interiorità delle quattro brave
protagoniste: Anna Ammirati, Raffaella Ponzo, Beatrice Fazi e
Maddalena Maggi.
Il film di Piscicelli non offre riferimenti né approdi sicuri e
rimette continuamente in discussione il suo stesso statuto di
opera finzionale: anche da questo punto di vista, quindi, fa
proprie le tendenze più avanzate del cinema contemporaneo – più
vicino a certo cinema giapponese “no budget”, piuttosto che alle
provocatorie furberie di Dogma 95 – rielaborate, però, attraverso
la spiccata personalità di un filmaker uscito rinvigorito dal
confronto col digitale, dato che “Quartetto” è girato interamente
con maneggevolissime DvCam. E, sfruttando le specificità delle
macchine da presa più leggere,
Salvatore Piscicelli
riesce a calare lo sguardo dello spettatore “dentro” le quotidiane
confusioni delle giovani protagoniste che, soprattutto nei casi
della Ammirati e della Ponzo, sanno emanare per l’intera durata
della vicenda una sensualità quasi animalesca.
Siamo ancora una volta nei paraggi del melodramma.
E il tocco raggelato col
quale Piscicelli affronta il genere prediletto acquista ulteriore
(programmatica) efficacia grazie anche alle apparizioni di Ida Di
Benedetto – attrice-feticcio del regista, fin dallo sconvolgente
esordio “Immacolata e Concetta” – e del Roberto Herlitzka
apprezzato (già in coppia con Raffaella Ponzo) nel precedente,
erotico e disperato, “Il corpo dell’anima”.
Regia:
Salvatore Piscicelli
Sceneggiatura: Salvatore Piscicelli
Fotografia: Saverio Guarna
Montaggio: Salvatore Piscicelli
Suono: Roberto Petrozzi
Scenografia e costumi: Nicoletta Taranta
Interpreti: Anna Ammirati (Eva), Beatrice Fazi (Angelica),
Maddalena Maggi (Francesca), Raffaella Ponzo (Irma), Valeria
Cavani (Sofia), Francesco Venditti (Guido), Ida Di Benedetto
(Elena), Armando De Razza (Aldo), Roberto Herlitzka (Paolo),
Susanna Marcomeni (Adele).
Produzione: Paola Ermini per Làntia Cinema & Audiovisivi.
Distribuzione: Làntia.
Durata: 90’
Origine: Italia, 2001.
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