SALVATORE PISCICELLI:
“ASCOLTIAMO I GIOVANI PER IMPARARE IL FUTURO”
PER LA PRIMA VOLTA UN REGISTA ITALIANO ADERISCE ALLE
REGOLE DI "DOGMA":
Salvatore Piscicelli e le sue giovani protagoniste del film "Quartetto" ci
rivelano la loro esperienza su un set "libero" e incondizionato.
Per lei cosa ha significato aderire alle regole del Dogma?
SALVATORE PISCICELLI La mia è stata un’accettazione per così
dire unilaterale, con riserva di trasgredirle tutte le volte che mi è
sembrato utile. Tant’è vero che non ho neanche richiesto alcun certificato
di adesione: il mio è un interesse dal punto di vista stilistico, spinto
dal desiderio di rompere la prospettiva centrale del cinema classico ed
invadere lo spazio nella sua totalità, costringendo così lo spettatore ad
entrare nel cuore delle storie. Ho cercato costantemente il punto di vista
centrale con tagli d’inquadratura decentrati. Anche nello scrivere ho
cercato di seguire non una drammaturgia tradizionale, soffermandomi
maggiormente sui passaggi da una storia all’altra. E inoltre mi sono
concentrato maggiormente sugli attori dandogli più libertà non solo di
movimento, ma anche infrangendo la rigidità delle battute.
I ritratti di donna sembrano essere una costante del suo percorso di
regista: ma cos’è cambiato nel loro universo?
SALVATORE PISCICELLI I cambiamenti intervenuti nella società e
nella cultura negli ultimi 20, 25 anni sono così profondi da rendere molto
difficile un confronto. E’ cambiata la posizione stessa delle donne,
oggettivamente e soggettivamente, e quindi è mutato il meccanismo dei
rapporti e delle aspettative, del gioco dei ruoli, all’interno della
famiglia, della coppia e della società. Ma “Quartetto” non vuole essere il
racconto di una generazione da un punto di vista socio-politico, ma solo
il tentativo di osservare delle vite e raccontarne le storie dal mio punto
di vista che è poi quello dei loro genitori. Un approccio non giudicante
ma esplorativo: mi sono messo all’ascolto dei giovani il cui disagio si
somma a quello di noi genitori.
Qual’è stata la vostra esperienza con le regole del Dogma?
ANNA AMMIRATI E’ un’esperienza senza alcun dubbio molto forte:
il rapporto attore/regista si sviluppa su binari completamente diversi. I
primi giorni ero quasi infastidita da questa telecamera attaccata addosso,
ma poi per incanto è scomparso tutto e con Salvatore sul set mi sembrava
di fare sempre le prove.
RAFFAELLA PONZO La storia del film nasce da surrealistiche cene
con il regista: si parlava di noi e, scherzando , dell’idea di fare un
film. Non credevo che saremmo arrivati sul serio a “Quartetto” ed anch’io
ho molto apprezzato la libertà che abbiamo avuto sul set. Salvatore
conosce personalmente la mia storia personale e nel mio caso c’è molto di
me in Irma.
MADDALENA MAGGI Io sono l’ultima ad essere entrata nel progetto
e al contrario di Raffaella il mio personaggio non mi appartiene affatto:
è diversa da me in tutto ma ha un gran vissuto sulle spalle che per me è
stato molto interessante interpretare. Ed il fatto che da noi attrici
partissero molte idee e consigli mi ha permesso di vivere questa
esperienza in modo molto intenso.
BEATRICE FAZI La presenza meno ingombrante dal punto di vista
tecnico della macchina da presa mi ha aiutato ad essere più vera. Nessun
tempo di attesa nella roulotte per la preparazione del set ma si parlava
tra di noi della scena e quando eravamo pronte si girava... tutto così era
più fluido, semplice e naturale.
Calogero Messina 09-12-2001